Il concetto di Sè di Will Schutz

Il successo di ogni comportamento umano si basa, tra l’altro, su ciò che si prova nei confronti di sé stesso, del concetto di sé.

La mancanza di fiducia in sé stesso blocca la piena realizzazione dei nostri obiettivi personali e professionali.

La relazione con l’altro dipende molto da ciò che proviamo nei confronti di noi stessi. I problemi con l’altro si presentano quando egli crea condizioni che lasciano lo spazio al dubbio su di me.

  • Colui che non si sente preso in considerazione e si vede ignorato dall’altro può pensare: “perché lavorare solo per mantenere l’impiego, senza essere considerato o perché dire ti amo, se l’altro non mi risponde.”

Al contrario, è possibile, per chi si sente importante, dire ciò che si aspetta da parte dell’altro.

  • Messi da parte di un altro in una situazione che non ci sentiamo capaci di gestire, è possibile provare rabbia verso di lui e essere demotivati.

Al contrario, il fatto di sentirsi competenti, permette di accettare con piacere una sfida e di ringraziare l’altro per quell’opportunità di fare crescere le nostre capacità.

  • Chi non si sente apprezzato può ingannare la persona che non gli vuole bene o cercare di intrappolarla.

Viceversa, chi si sente simpatico non sarà toccato dai sentimenti negativi di un altro nei suoi confronti.

Quindi, una immagine di sé positiva favorisce la realizzazione dei nostri sogni.


I comportamenti nei confronti di sé stesso:

Per quanto riguarda il concetto di sé, le dimensioni sono:

          • Presenza a sé stesso;
          •  Determinazione di sé;
          •  Autocoscienza.

Esistono in parallelo alle dimensioni di inclusione, di controllo e di apertura.

  •  Presenza a sé stesso:

Questa dimensione ha a che fare con il fatto di usare tutte le parti di in tutte le situazioni: i propri pensieri, sentimenti, movimenti, le proprie sensazioni.

Non sono totalmente presente a me stesso quando smetto di pensare oppure rifiuto i miei sentimenti, quando non sono consapevole delle mie sensazioni oppure non uso il mio corpo e i miei muscoli: quando faccio questo, rifiuto tutto o parte dell’esperienza che sto vivendo. Essere presente significa mettersi completamente nelle situazioni, fare quello che facciamo con tutto il nostro essere, essere pienamente vivi.

Una presenza debole può manifestarsi per il fatto di essere distaccato da quello che accade o di pensare ad altre cose.

Una presenza troppo forte può manifestarsi con la perdita del senso di sé stesso. Significa identificarsi totalmente con quello che osserviamo o con quello che facciamo.

Essere presente, vuol dire sperimentare quello che accade, ma non essere invasi da emozioni fino a non sapere più chi siamo o dove siamo. Significa essere capaci di essere intensamente presenti o intensamente distaccati o in una via di mezzo, a seconda di ciò che è appropriato.

  •  Determinazione di sé:

Influenzare me stesso significa « determinare la propria vita ». Questa dimensione si chiama determinazione di sé o scelta.

Sono pienamente nella determinazione di me stesso quando scelgo la mia vita intera: i miei comportamenti, i miei sentimenti, le mie malattie, il mio corpo, le mie reazioni, la mia spontaneità.

Non sono pienamente nella determinazione di me stesso quando lascio che la mia vita sia determinata dalle forze esterne a me stesso: la fortuna, la coincidenza, il destino, l’azienda, la società, l’ambiente, i miei genitori, la mia infanzia.

Essere troppo poco nella determinazione di sé stesso porta talvolta a comportarsi in modo tale che poi ci si possa dispiacere. Nei casi estremi, si tratta di comportamenti antisociali. L’alcool, gli eccitanti o i calmanti sono spesso usati in questo contesto.

  • L’alcool, per esempio, allenta il controllo e permette la libera espressione.
  • I calmanti aumentano il controllo e permettono di essere più calmi.

Essere troppo nella determinazione di sé può portare all’inibizione con la non-espressionne completa di se stesso, la rigidità e la non-spontaneità. Significa preferire di non accettare il rischio per paura di ciò che potrebbe accadare.

Essere significa fare ciò che abbiamo voglia di fare e smettere quando ne abbiamo voglia. Significa essere capace di essere completamente libero, completamente controllato o una via di mezzo, dipende da ciò che è appropriato.

  • Autocoscienza:

Aprirmi a me stesso signifca permettermi di conoscere ogni cosa che accade dentro di me. Quando mi apro a me stesso, sono consapevole. Questa dimensione si chiama “autocoscienza.“

Sono pienamente consapevole quando non censuro la mia esperienza perché non corrisponderebbe all’immagine che ho di me stesso. Essere aperto o sincero con se stesso ha a che fare con la buona conoscenza di sé stesso e con l’assenza di segreti nei confronti di sé stesso.

Quando una persona è poco consapevole di sé stessa, non si conosce bene. È difficile essere sinceri con noi stessi senza sapere chi siamo.

Essere troppo poco consapevoli di sé stessi porta ad avere comportamenti che non capiamo. Significa essere estranei a sé stessi.

Quando sono troppo consapevole di ciò che accade dentro di me, comincio a perdere contatto con il mondo esterno. Sono talmente preoccupato per me stesso e nell’introspezione che non presto più attenzione a ciò che è fuori di me (nel processo di consapevolezza, le persone attraversano spesso un periodo come questo, ma non vi rimangono ancorate).

Essere consapevole di ciò che accade in sé permette di avere una buona conoscenza di sé stesso, di essere lucido, sincero con sé stesso. È possibile essere completamente cosciente o completamente incosciente di ció che accade in sé stesso o una via di mezzo, dipende da ciò che è appropriato.

 


 

I sentimenti verso sé stesso:

Per quanto riguarda i sentimenti verso di sé, le dimensioni sono: importanza, competenza e simpatia.

  • Importanza:

Mi sento importante quando esisto ai miei occhi, quando considero di essere degno di interessamento e degno di essere conosciuto.

Non mi sento importante quando considero che Io non valgo granché, sono poco interessante, non ho valore.

  • Competenza:

Mi sento competente quando mi sento all’altezza nell’affrontare ciò che la vita riserva, in grado di usare le mie capacità per soddisfare i miei desideri e gestire i problemi che si presentano durante la mia esistenza.

Mi sento poco competente quando penso che “Io non posso affrontare le situazioni“.

  • Simpatia:

Mi sento simpatico quando mi sento bene con me stesso, così come sono: amo la persona che sono.

Non mi sento simpatico quando non amo la persona che sono.

 

 

 

 

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