I 4 accordi

I 4 accordi di Don Miguel Ruiz interpretati da un Coach

Don Miguel Ruiz nel suo libro propone di esercitare su se stessi i quattro accordi per poter interrompere le convinzioni limitanti, quelle che sviluppiamo inconsapevolmente fin dall’infanzia e che distorgono la realtà facendoci a volte soffrire. Nella nostra società, abbiamo imparato come comportarci, cosa credere, cosa è bene e cosa è male. Abbiamo delle credenze che possono limitarci e che ci privano della gioia di vivere liberamente.

Oltre al mio articolo precedente sulle nostre convinzioni limitanti, vi propongo ora i quattro accordi di Don Miguel Ruiz, che sono un codice di condotta molto utile per trasformare rapidamente la nostra vita in una nuova esperienza di libertà, di felicità e di amore.

1. SII IMPECCABILE CON LA PAROLA

Le parole sono potenti. Per darvi un esempio della potenza e dell’impatto delle nostre parole, immaginate una donna intelligente e di buon cuore, che ama tanto sua figlia. Una sera, lei torna a casa dopo una giornata di lavoro particolarmente difficile, con un gran mal di testa. Vuole un po’ di pace e quiete ma la bambina canta e salta, non sapendo come la madre si sente. La madre arrabbiata sgrida la figlia : “Stai zitta! Hai una voce terribile. Smettila di fare chiasso!“

La verità è che la madre in quel momento non tollerava nessun tipo di rumore e non che la figlia avesse una brutta voce. Ma la bimba ha creduto a quelle parole e ha fatto un accordo con se stessa: non canterò mai più poiché ho una brutta voce.

Le parole sono potenti. Usatele nel modo giusto, per condividere l’amore e per dire solo ciò che realmente pensate. Cominciate da voi stessi. Essere impeccabile con la parola significa anche non parlare male contro voi stessi.

La parola è uno strumento che può distruggere ma anche costruire. Quindi non usatela contro di voi o contro gli altri. Parliamo poco, ma parliamo con sincerità per condividere l’amore e sviluppare i nostri punti di forza e quelli degli altri.

Nel contesto dei conflitti relazionali, la violenza delle parole può essere distruttiva. Le tecniche di comunicazione non violenta (metodo OSBR) ci aiuta a rendere il nostro discorso impeccabile. Questo metodo, sviluppato da Marshall Rosenberg, permette durante una sessione di coaching di aiutare un cliente, che ha delle difficoltà relazionali, ad avere una communicazione assertiva, generatrice di empatia.

Che cos’è il metodo OSBR?

Ci sono 4 passaggi fondamentali da seguire per facilitare la nostra communicazione e l’ascolto con il nostro interlocutore:

  • L’Osservazione oggettiva dei fatti per descrivere meglio ciò che si osserva (io vedo, sento, mi ricordo, immagino senza giudicare).
  • I Sentimenti che questi eventi creano in me (una emozione o un sentimento piuttosto che un pensiero).
  • L’espressione semplice ed onesta dei miei Bisogni e dei miei valori.
  • La precisa Richiesta di azioni concrete che chiedo all’altra persona.

2. NON PRENDERE NULLA IN MODO PERSONALE

Qualunque cosa una persona faccia, pensi o dica, è un suo problema, non nostro. Nulla di ciò che fanno gli altri è dovuto a causa nostra. Ognuno ha le proprie sue emozioni, opinioni e convinzioni.

Se qualcuno vi dice: “Sei troppo grasso”, non prendete personalmente la sua opinione. La verità è che quella persona sta reagendo alle sue proprie emozioni, opinioni e convinzioni. Ogni volta che qualcuno parla di voi in realtà parla di se stesso!

Smettendo di prendere le cose in modo personale ricevete un’enorme quantità di libertà. Non avrete più bisogno di sentirvi fiduciosi con quello che fanno o dicono gli altri. Vi fiderete solo di voi stessi per fare le scelte responsabili./p>

Potrete anche in questo caso utilizzare il metodo OSBR per capire i bisogni degli altri senza percepire la minima critica.

  • Osservazione: Ascoltate ciò che l’altro osserva (vede, sente, si ricorda, immagina) senza sentire le proprie valutazioni.
  • Sentimenti: Ascoltate come si sente su ciò che osserva.
  • Bisogni: ascoltate quello che l’altra persona ha bisogno o quali sono i suoi valori fondamentali.
  • Richiesta: ascoltate le azioni concrete che la persona vorrebbe vedere.

Così potete davvero ascoltare in un modo empatico. L’empatia può essere definita come la nostra presenza a quello che viviamo e ciò che l’altro vive.

Posso collegarmi ai sentimenti e alle esigenze del mio interlocutore seguenti 4 fasi:

  • Non fare nulla, stare vicino, avere fiducia nel fatto che l’essere umano ha la capacità di trovare la propria soluzione;
  • Prestare attenzione ai sentimenti e bisogni degli altri;
  • Riflettere i sentimenti e i bisogni degli altri;
  • Provare un rilascio delle tensioni oppure un rilassamento fisico nell’altro, spesso espresso da un sorriso.

3. NON SUPPORRE NULLA

Abbiamo la tendenza a fare supposizioni su tutto. Il problema è che poi le prendiamo per vere. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Il modo per evitare di fare supposizioni è quello di fare domande. Assicuratevi che la comunicazione sia chiara. Se non capite, chiedete.

La mia soluzione: mi permetto di sentire, di vivere i miei sentimenti, piuttosto che lasciarli dominarmi. Sono in contatto con il mio corpo, la sua saggezza ed i suoi messaggi. Sono ben consapevole di ciò che sta accadendo in me, e posso tranquillamente affermare me stesso autenticamente.

Mi permetto di porre domande in caso di dubbio per capire la reazione degli altri, quello che vuole, quello che si aspetta.

E mi permetto di esprimere i miei veri desideri.

Abbiate il coraggio di chiedere ciò che desiderate! Gli altri hanno il diritto di rispondere sì o no. Allo stesso modo, quando gli altri vi chiedono qualcosa, è vostro diritto concedergliela oppure no.

Con una communicazione chiara, tutte le vostre relazioni cambieranno, non solo quella con il vostro partner. Non avrete bisogno di supporre nulla, perché tutto sarà chiaro. Questo è ciò che voglio io, quello è ciò che vuoi tu.

4. FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO.

In qualunque circostanza, fate sempre del vostro meglio, né di più, né di meno. Se cercate di fare di più, impiegherete più energia del necessario. Cercando di strafare, svuotate il corpo di energia, andate contro la vostra natura e ci metterete più tempo per raggiungere la meta. Ma se fate meno di quanto potreste, vi sentirete frustrati, vi giudicherete e aprirete la porta al senso di colpa e ai rimpianti. Ma ricordate che il vostro meglio non é mai lo stesso, può cambiare da un momento all’altro.

L’obiettivo è quello di trovare il giusto equilibrio.

Come fare? Ciò che è giusto per se stessi no dipende di uno standard. Alcuni giorni, fare del suo meglio è stare a letto. La peggiore trappola è la corsa alla perfezione.

Qui si tratta della questione di come controlliamo il corso della nostra vita. Di solito abbiamo troppo paura di abbandonarci, perché per noi è un segno di debolezza. La maggior parte delle persone credono in modo illusorio che il controllo sia indispensabile, che fosse pericoloso lasciare l’universo lavorare per se stesso. Invece, riconoscendo che tutto vada nella direzione di un miglioramento, si sente confortato e rafforzato.

Come lasciar andare? Come smettere di combattere? Semplicemente, come nel gioco del tiro alla fune, lasciar andare. Esso si libera dai suoi modelli di comportamento che ci spinge a voler controllare il corso delle cose e accettiamo quello che l’universo ci porta.

Però, c’è una differenza tra lasciare andare e rinunciare. Rinunciare è alzare le braccia al cielo e dire: “Non c’è speranza, è finita per me.” Lasciar andare è fare ciò che è più adattato alla situazione e poi se questo si dimostra inefficace, accettare di ritirarsi.

Mi piace pormi la domanda: se continuassi a non lasciare andare, cosa faresti? Così, mi rendo conto di ciò che non è buono per me e decido quello che è più adatto per me.

In conclusione, la vera libertà e di essere ciò che siamo veramente. I 4 accordi ci auitano.

È una sfida di ogni giorno. Questa sfida è il nostro dovere per non farci più controllare dalle nostre convinzioni.

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